SÌ alla legge sul cinema

FAQ – Modifica della legge sul cinema (Lex Netflix)

«Lex Netflix»: di che si tratta?

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La Lex Netflix si riferisce alla modifica della legge sul cinema proposta dal Consiglio federale e approvata dal Parlamento lo scorso settembre. Essa obbliga le piattaforme di streaming e le imprese che distribuiscono contenuti audiovisivi online (film o serie) a investire il 4% dei loro ricavi lordi realizzati in Svizzera nella produzione nazionale. Detta modifica include anche l’obbligo di riservare il 30% del proprio catalogo a film e serie europei, come già avviene nella maggior parte dei Paesi europei1.

Quali piattaforme riguarda il disegno di legge?

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Tutte le piattaforme che distribuiscono contenuti audiovisivi online e che realizzano profitti in Svizzera, a prescindere dal fatto che abbiano sede in Svizzera o all’estero. Ne sono interessate solamente le imprese con un fatturato annuo di almeno 2,5 milioni di franchi2.

Chi beneficerà della modifica della legge sul cinema?

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Ne beneficerà il tessuto economico svizzero nel suo insieme. In primo luogo, la modifica rafforzerà il comparto audiovisivo offrendo la possibilità di finanziare progetti più ambiziosi che creeranno numerosi posti di lavoro (registi, professioni tecniche, attori). L’aumento delle produzioni cinematografiche in Svizzera gioverà anche alle imprese locali (settori alberghiero e della ristorazione ecc.). Per il pubblico questo significa un aumento dell’offerta con progetti più ambiziosi girati nel nostro Paese.

Perché il 4%?

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L’ammontare del 4% proposto dal Consiglio federale corrisponde a quello già fissato in Svizzera per le reti televisive svizzere1 che investono una parte dei loro introiti nella produzione elvetica. La modifica della legge sul cinema mira ad armonizzare questo obbligo includendo le piattaforme di streaming che stanno acquisendo sempre più importanza nella nostra vita quotidiana. Si stima che questa estensione dell’obbligo di investimento alle piattaforme genererà circa 18 milioni di franchi all’anno per il settore2.

Cosa accadrà se le piattaforme non assolveranno gli obiettivi di investimento?

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Le imprese hanno quattro anni per assolvere l’obiettivo fissato dalla legge. Se l’incitamento a investire non viene colto dalle piattaforme entro il termine previsto, il loro contributo sarà riscosso sotto forma di imposta sostitutiva.

Questo incitamento a investire esiste in altri Paesi?

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Sì, numerosi Paesi europei ha già messo in opera sistemi simili. L’Italia, per esempio, impone un obbligo di investimento del 20%, la Spagna del 5% e in Francia il tasso fino al 26%5. Inoltre questi obblighi sono talvolta integrati da imposte o dalla possibilità per le emittenti di scegliere tra l’obbligo di investimento e l’imposta, come sarà in Svizzera. Nel contesto europeo, il 4% proposto dal Consiglio federale è quindi in linea con le pratiche dei Paesi vicini, lasciando comunque alle piattaforme interessate un ampio margine di manovra. Questo meccanismo è indispensabile per il mantenimento della competitività del comparto cinematografico svizzero e la sua integrazione nel mercato audiovisivo europeo e mondiale.

Il 30% di produzioni europee nei cataloghi delle piattaforme è molto?

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No, ed è già così in tutta Europa. L’Unione europea lo richiede in tutto il suo territorio, quindi è già la norma per la maggior parte degli attori internazionali. Sostenere la presenza europea nei cataloghi internazionali permette in cambio alla Svizzera di difendere la sua rappresentatività al di fuori delle proprie frontiere ed è una delle condizioni per la riadesione della Svizzera al programma MEDIA dell’Unione europea.

È una nuova imposta che gli svizzeri dovranno pagare?

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No, è un incitamento per le piattaforme e le emittenti di contenuti online a investire. Ciò significa che le piattaforme investiranno direttamente nella produzione e/o nell’acquisto di opere svizzere (serie e film, sia fiction che documentari) attraverso contratti con i produttori e i cineasti. I consumatori non sono assolutamente interessati da questa riforma dal punto di vista del suo finanziamento.

Il prezzo dell’abbonamento alla mia piattaforma preferita aumenterà?

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No, non c’è alcun legame tra l’obbligo di investire e il prezzo degli abbonamenti fissato dalle piattaforme. Il prezzo dell’abbonamento si basa sulla domanda e sull’offerta, e quindi su ciò che si è disposti a pagare per il servizio. Nel caso di Netflix, la multinazionale non ha aspettato l’instaurazione della nuova legge sul cinema per aumentare i suoi prezzi a due riprese (nel 2019 e nel 2021)6. Il pubblico svizzero paga già l’abbonamento alla piattaforma più caro al mondo, e questo senza alcun obbligo di investimento! Peraltro, nei Paesi vicini che applicano già questo meccanismo, tra cui la Francia, dove il tasso è il più alto in Europa, l’introduzione di questo incitamento all’investimento non ha portato all’aumento dei prezzi.

Perché occorre sostenere maggiormente l’industria audiovisiva elvetica?

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Quella audiovisiva è un’industria importante per la Svizzera. Il nostro Paese vanta un gran numero di autori, cineasti, tecnici ecc. Formiamo anche la generazione di domani grazie alle nostre prestigiose scuole universitarie. Sembra essenziale rafforzare e diversificare le nostre capacità di produrre in un ambiente che sta subendo grandi cambiamenti sia nelle abitudini di fruizione del pubblico che a livello tecnologico. D’altro lato l’industria audiovisiva è un vero e proprio motore per l’economia locale e la collettività. In effetti, l’organizzazione di riprese cinematografiche in loco permette molteplici e importanti ricadute economiche su molti settori (alberghi, ristoranti, società di noleggio di attrezzature ecc.). Secondo uno studio condotto dalla società di revisione Ernst & Young nel 2019 per conto della Fondazione romanda per il cinema, 1 CHF investito da Cinéforom nella produzione audiovisiva genera 3 CHF a livello locale7. Si tratta quindi di un investimento proficuo sia per il comparto audiovisivo che per la nostra economia nel suo insieme.

Chi beneficerà della modifica della legge sul cinema?

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Questa modifica della legge sul cinema è stata proposta dal Consiglio federale nell’ambito del messaggio sulla cultura 2021-2024 e approvata lo scorso autunno da entrambe le Camere del Parlamento. È stata inoltre accolta favorevolmente dai Dipartimenti dell’economia e della cultura degli enti pubblici, dagli organismi di sostegno al settore audiovisivo svizzero, ma anche dagli attori economici locali e dal comparto audiovisivo.

Fonti:

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  1. ​​​Messaggio concernente la promozione della cultura negli anni 2021-2024 (messaggio sulla cultura), Dipartimento federale dell’interno DFI, Ufficio federale della cultura UFC, 29 maggio 2019
  2. Votazione del 15 maggio 2022: modifica della legge sul cinema, Dipartimento federale dell’interno DFI, Ufficio federale della cultura UFC, 8 marzo 2022
  3. Il Consiglio federale adotta il messaggio sulla cultura 2021-2024, Dipartimento federale dell’interno DFI, Ufficio federale della cultura UFC, 26 febbraio 2020
  4. Facts & Figures : Pacte de l’audiovisuel, SRG SSR, 2020
  5. Rapport complémentaire à l’intention de la CSEC-N concernant la révision de la Loi sur le Cinéma: Réglementations relatives à l’encouragement du cinéma pour les diffuseurs de programmes de télévision et les fournisseurs de films en ligne : comparaison Suisse / Europe, Département fédéral de l’intérieur DFI, Office fédéral de la culture OFC, 22 juin 2020
  6. Loi sur le cinéma : Le référendum sur la «Lex Netflix» est en grande difficulté, Florent Quiquerez, Tribune de Genève / 24 Heures, 28 décembre 2021
  7. Etude économique d’EY : En Suisse romande, l’industrie du cinéma rapport 3.1 fois plus qu’elle ne coûte, Ernst & Young, 21 novembre 2019
  8. Le financement du cinéma suisse, Association romande de la production audiovisuelle
  9. Komorowski, M., Iordache, C., Kostovska, I., Tintel, S. & Raats, T. (2021). Obligations for VOD providers to financially contribute to the production of European works, a 2021 update. Brussel: imecSMIT-VUB.